Elaborazione Teorica
.The WoRld Is Not EnOuGh.
A volte abbiamo soltanto bisogno di punti fermi, scogli a cui aggrapparci quando ne sentiamo la necessità. A volte, oppure sempre, per il corso della vita (da verificare).
Ce ne accorgiamo ogni qual volta accada qualcosa (elementi esterni, che procurino emozioni forti o richiedano concentrazione totale), che distolga l’attenzione dalla nostra esistenza, per un breve lasso di tempo o per un tempo di durata prolungata.
Il momento successivo alla perdita di concentrazione sulla vita reale, materiale, che viviamo, il momento in cui “ritorniamo in noi”, per un istante solo riusciamo a guardarci con occhio esterno, cogliendo la mancanza o l’importanza dei nostri punti chiave.
Tali punti di riferimento non sono altro che l’illusione (procurata dall’intelligenza razionale umana) dell’avere un motivo, uno scopo per il quale valga l’esistenza.
Accade così che questi punti, quando totalmente, o in gran quantità, mancanti, vengano rimpiazzati inconsciamente da punti artificiali creati dalla ragione, punti immaginari.
Nascono così le dipendenze (o il bisogno di avere dipendenze), fisiche o psichiche, nascono così i sogni stessi.
Nasce così il bisogno di avere un immagine, un ruolo, il bisogno dell’auto-definizione con cui mostrare noi stessi al resto del mondo. L’auto-definizione crea una sicurezza, seppur alla base precaria. Estremizzate, queste auto-definizioni finiscono per renderci schiavi (divenendo senza nemmeno rendersene conto, schiavi della nostra medesima persona, di un ruolo auto-creato). Estremi di questo genere portano l’individuo alle volte ad un eccesso di perbenismo-rettitudine, alle volte all’estrema trasgressione, che rasenta la devastazione della persona.
Tali condizioni obbligano a prendere responsabilità, richiedono impegno, poiché ogni maschera sociale (portata da individui aventi all’origine in una condizione di nudità e non-possedimento), va sorretta e nutrita di impegno costante. Su questa regola si basa il sistema gerarchico.
Chi si ritrova fuori da schemi preordinati, individui per nulla inclini alla schiavitù (e con una certa vena masochistica nei confronti dell’inserimento sociale), verrà, pertanto, definito pazzo, instabile, assurdo, surreale (poiché non catalogabile).
A tal punto, l’individuo si troverà a dover decidere se prendere una parte, o rimanere da parte. O, rifiutatosi di prendere una decisione, galleggerà in modo permanente in una situazione di non-stabilità, disequilibrio, in un vorticoso cammino di alto-basso.
L’individuo si aggrapperà, a maggior ragione, alla sua propria persona (come entità spoglia), in fusione con uno stato di solitudine sublime.
Il suo percorso sarà ricco di conoscenze ma povero di legami stabili duraturi.
L’energia che non scaturisce esternamente, all’interno rimbalza in oltranza.