Archive for the ‘passione’ Category
Carmen.
Non privarmi del dolce fiato
tu splendida,
finchè l’occhio sanguinerà
dal volerti amare.
Per quanto il tuo dire
in me germogli;
“non creder che nulla sia
dietro questo cielo”.
La Fedele.
Esclusa ti fu la cieca noia
maledetto castigo
il voler vedere.
Nella rassegna in cui struggert’ami,
raspando terra come una bestia irata,
l’agognar quell’obito
sotterri;
e certo i fantasmi
in ascolto pazientan’ora
mentre chi alita vomita bugie.
Nell’ombra, la mia gente.
Compagni sperduti,
in una landa casualmente destinata;
Affini devoti,
alla medesima insaziabile sete
Prigionieri del caso che ci volle attorniati
da bolle di sapone,
di scombinata danza
Alieni estranei
Sorpresi dal creato
Osserviamo i carri
da un margine spento,
dove il lume di una candela
ci guida
e ci fa martiri.
Gettiamo gli scudi!
Dietro la collina
La guerra non ha lasciato traccia
Ed oggi
v’è allestito un banchetto.
Alzeremo i calici
Gridando:
-Fuoco!
Anche se resteremo sempre
Una minoranza
Una categoria minore,
senza alcuna importanza.
Canto Muto
Quel soave canto
tentar che m’ebbe o solo attratta
Su scogli vermigli
s’infranse
la mia volontà.
Relegata al colore della meschina
mera follia,
scaldata dal frutto dai petali celato.
Nella corsa fu lesto
perder ragione e sollievo.
Avanti mi spinsero forze bollenti,
la fretta del tempo assai mi tormentò
nell’ultima ora di un eroe morente.
A morsi fin l’ultimo lembo di pelle.
Strappai.
Levando il sudario nel quale giacevo,
albero spogliato dal furore del vento.
Sono lo stoico
Che ha bruciato la sua passione.
Masturbazione Mentale
Vedo il tuo piacere senza farne parte,
da spettatrice osservo il tuo viso contratto in un orgasmo.
L’anima che più non sa dove appigliarsi,
un lungo eterno istante che svanendo lascia l’odore del vuoto.
Guarderò per interminabili ore il tuo corpo mentre gode,
senza possederne un briciolo.
Ti troverò tra tutta quella gente,
d’oro lucente sarà cosparsa la tua immagine.
Il tuo tocco sarà l’unico che riuscirò a sopportare,
la tua essenza l ‘unica che vorrò stringere nel cuore.
Fuggirò mille sguardi e mille tentazioni,
per recarmi da te pallida e pura,
candida veste che con un soffio spazzerai via.
Dimenticherò il sapore del mondo,
per gustare il tuo nettare.
Sarai il mio ospite migliore,
quando riuscirò a legarti.
Toccherai la mia anima,
quando ti accoglierò al mio interno.
Per quel momento,
al sicuro serberò il mio ultimo respiro.
Sarai la mia tempesta perfetta.
Ed allora sarò libera,
quando mi renderai la donna che più non sono.
Essere Acqua
Vorrei essere acqua, per scorrere sul tuo corpo senza che tu te ne accorga. Vorrei essere fumo, per passare tra le tue labbra ed uscirne libera e fiera. Vorrei essere le lenzuola su cui ti posi, per appoggiarmi alla tua pelle mentre dormi e succhiarne il sapore nel silenzio. Vorrei averti per un’unica eterna notte che possa cancellare tutto il resto e lasciare il dolce sapore del sogno tra le mie memorie. Vorrei essere certa che questo nome sia quello che tu possiedi, che il tuo viso sia lo stesso viso che desidero toccare, che il tuo sia l’unico sesso che bramo accogliere. Vorrei non temere di scoprire che non sei tu, colui che attendevo. Vorrei mantenere integri ricordi di te simili a candide nuvole di calore. Ho bisogno di desiderarti per rinnegare tutto il resto, ciò che non fa parte di ciò che amo. Ci sono profonde zone solitarie che spesso non oso esplorare, e che a volte ritornano. Forti e luminose come tuoni e fulmini di un temporale, entrano nel pensiero per non andarsene mai del tutto. Immagini perverse che fanno a gara per rubarmi la ragione, e che si distruggono infrangendosi contro lo spesso muro della realtà, quando vi si abbattono. Insani pensieri mi circondano e mi comandano, tutto ciò che nella tua presenza diventa pieno di significato e caldo come un lago d’estate. Ciò che senza di te non sa che di nulla, lasciando il vuoto a bruciarne il desiderio.
Libri E Parole
Sogno Di Una Notte Di Mezz’ Estate
Potrei forse stare a scrivere ore di un volto che vorrei osservare ridere, e una pelle che vorrei sfiorare. Cercherei di descrivere in questa notte solitaria il desiderio del calore umano del suo corpo e la morbidezza delle sue labbra. Eppure mi sentirei stupida, imprigionata in questa gabbia che mi sono auto-imposta, o che forse è giunta da sola come un raggio di luna. La mia instabilità mentale e di cuore. Tra tanto caos ecco spuntare fuori lui, e risvegliare una profonda parte di me. Ed ecco che non oso, lasciare che le cose scorrano e che le emozioni siano mie padrone. Non posso ammetterlo, eppure ho passato le ore dell’ultima giornata a pensarlo. Il desiderio di un corpo e una carne aventi un nome sono una cosa molto estranea da me. Tra tanti numeri, tanti volti, tante avventure e tanti corpi senza senso poggiati contro al mio. Questo è il mio terzo blog. Perché la necessità di un ennesimo nuovo spazio? Per essere più sincera con me stessa. Questo è uno spazio privato, che non deve avere un dominio pubblico. E’ un luogo in cui scrivo, per me e per chiunque altro voglia seguire passi estranei. Chiunque non mi conosca, ognuno ha i suoi piccoli o grandi segreti. Io non ne serbo. Ma i sentimenti sono qualcosa che volentieri nascondo, soffoco / uccido, perché bisogna restare con i piedi per terra, e non abbassare mai la guardia. Altrimenti la battaglia sarà inesorabilmente perduta. Ora mi sento così stupida. Sentendo la mancanza di un uomo a cui voglio nascondere questo. Mentalmente vorrei distruggere il pensiero di ciò che il suo calore mi trasmette, convincermi che è solo un fisico desiderio che avverto, come tutti gli altri. E’ una strana notte. Le mie dita battono su questi tasti e i miei pensieri trovano la pace. L’effetto-scrittura che non provavo da tanto. In blocco dopo l’atroce morte dello schizzo del mio romanzo, la mia unica passione. Il blocco persiste, ma le dita non si arrestano. Io, la forte, la dura. L’ emotivamente spenta, quella che non si lascia andare mai e a cui non importa nulla di niente e di nessuno. E un giorno fissando un uomo negli occhi se ne esce con una frase di questo tipo: -Mi sa che mi sto affezionando a te, cazzo. Impossibile. Mi capita di avere crisi di solitudine, crisi interiori a cui non trovo alcun senso, ma che mi rendono schiava del contatto con le persone, che spesso sfocia in rapporti sessuali. Non cerco amore nel sesso, cerco la passione perché troppo spesso mi capita di sentirmi morta. Il sesso mi fa sentire viva, anche quando non mi soddisfa. Con lui è diverso. Ho voglia di stargli vicina, anche dopo. Non è un oggetto. Non voglio pensare che in questo momento mi piacerebbe essere ancora sul suo letto con lui che mi racconta che senso ha il suo tatuaggio e mi sfotte per le mie seghe mentali chiamandomi –scoppiata/mentalmente disturbata- . Forse domani avrò in testa un altro. Forse domani mi sentirò cretina per averlo desiderato. Ho problemi ad avere il controllo sulla mia mente, mi capita continuamente di essere incoerente in azioni e pensieri. Agisco in modi contrastanti, spesso opposti tra loro un momento dopo l’altro. Non mi ritengo pazza. Ma devo fare sforzi enormi per trovare un equilibrio tra l’estasi totale e il profondo desiderio di morire. Chissà, forse domani guarderò di continuo la porta, sperando che lui entri e mi chieda sorridendo una tequila sunrise.