Archive for the ‘scrittura’ Category
Il fanciullo alato.
Non pensar
che domani è certo tardi,
non pensar
ché domani certo è tardi.
Carmen.
Non privarmi del dolce fiato
tu splendida,
finchè l’occhio sanguinerà
dal volerti amare.
Per quanto il tuo dire
in me germogli;
“non creder che nulla sia
dietro questo cielo”.
La Moral Solitudine.
Il tempo, volle arridere
al passo lento dell’ardire
e fe’ non sentire
l’incedere senza cagione
per lidi un poco ancora altrove
ove istinto o ragione
è sol ciò che move.
L’evo, per bontà d’animo
che ancor tiene
per quei ch’amino
non pose catene.
Or dopo ora
ne’ anima ne’ aspetto
muta per data che passi
quel che sfiora;
come ‘l ruscello carezza i suoi sassi
l’eremo ch’è sol nel petto.
La Fedele.
Esclusa ti fu la cieca noia
maledetto castigo
il voler vedere.
Nella rassegna in cui struggert’ami,
raspando terra come una bestia irata,
l’agognar quell’obito
sotterri;
e certo i fantasmi
in ascolto pazientan’ora
mentre chi alita vomita bugie.
Lerciume fuor lume.
Come emenderemo il nostro delitto
s’è livore, il dolo, contro sè medesimi?
La nostra polpa arsa al rogo, il nostro flagello,
n’è affrancata d’arida autocommiserazione
incontro ciò che fummo.
Margini
Quel che scivola via lento
al primo lume
sempre è altrove,
da ciò che mano abbisogna
nel penzolar al fianco.
A volte par esser
solo una sigaretta.
Ai lettori.
Per voi che morrete esanimi
offesi di sete
cupidigia sferzante e possente
Nè accurate congetture
nè volgo indolente
avrà forza di placare.
Dalla boccia levate, per sempre tolte
in opere appassite bramate ammirare
realtà cancellate, per l’eterno sepolte;
Godete ne’ canti
d’anime smarrite, dacchè rare,
in intelletti erranti
infinite angolature.
Doviziose virtù
e indicibili torture
dischiudete cautamente
O voi che sapete
che i mondi son celati negl’animi
e gl’animi son celati dei più.
Oblò di via perduta.
Escluso ebbi
l’ eventual martirio
’sì il postumo delirio,
reverbrai d’ un sol getto
d’ osservazion punto diletto,
non avendo d’opposto sentore
ne’ occhi fissai il torturatore.
Contemplai di carnefice e vittima compresenza
il dì che giunser giudizio e coscienza.
Il dì, quel triste, ch’ io crebbi.
Entroterra.
Vortici melodici percezione innalzano ai cieli
vette e dirupi a trangugiar la passione
nel sorbir l’ energia;
soltanto bramati in istanti pallidi.
La scimmia attraccata al petto
sodomizza l’aria quieta.
“Finirà. Allora solo saprai sentire,
e la memoria del provar ti sarà lontana”.
Così il cuore soffoco nell’oppio
di tutto ciò che dal voler può distoglierlo,
pregando le ore di unirsi nello scorrere
e il silenzio accorrere a sedarmi.
In carenza di neve.
Attendevo fuggendo il sorger del sole,
che il buio rincuorava
e la luce rendeva scialba.
Nessun miraggio ora duole,
il profumo liscio e caldo dell’ assenza.
L’impazienza m’ è scivolata sottopelle,
striscia, ruzzola, e gioca col tempo.
Puoi riposare, tu,
mentre
attendo una nuova alba.
Lauda fraterna
Più rammemoro ciò che allor v’ era
in mite calura di primavera,
solo, or m’ appare, uno sperar sospirato;
deserto fioco divenir dovrà nel giacer levato
il colloquiar cristallino a lungo agognato.
Intonando allor un’ ode amena
del conforto nel rimuover la pena,
un unico piglio or mi muove in cuore
non per mendaci motti, amore od ardore.
Fu scintillante l’ occhio affrancato
senza strazio all’ etere alzato.
Oggi al dì d’ osservar domando
il sorrider di pace, rimando.
Il tempo tiranno muta le forme,
così scandisce il ritmo all’ enorme;
movimento nel tramutar aiuta
gaia io giaccio a guardar, infine, la muta.
Ciurma Nervine Marci
Is Just A Crime In The Time
Forget now general
universe. The animal (is just a)
number (in the) world: (a) member.
Nowhere (time) is exactly..
Yes, OUR (crime’s) Successfully.
Nell’ombra, la mia gente.
Compagni sperduti,
in una landa casualmente destinata;
Affini devoti,
alla medesima insaziabile sete
Prigionieri del caso che ci volle attorniati
da bolle di sapone,
di scombinata danza
Alieni estranei
Sorpresi dal creato
Osserviamo i carri
da un margine spento,
dove il lume di una candela
ci guida
e ci fa martiri.
Gettiamo gli scudi!
Dietro la collina
La guerra non ha lasciato traccia
Ed oggi
v’è allestito un banchetto.
Alzeremo i calici
Gridando:
-Fuoco!
Anche se resteremo sempre
Una minoranza
Una categoria minore,
senza alcuna importanza.
E Ti E’ Raro Nasconderti Ancora
Nella notte, lunga come Quaresima
Eppur non ve n’è mai troppa Urgenza
Senti nell’aria la miglior Essenza
Senza ombra di una Sentenza
Urta Istantanea, Nel Solito Occulto Tenuto
Non se ne soffrirebbe l’Astinenza
Differire non è una Negligenza
Opere osservate con alta Ossequenza
Rileggere ciò che che mai farà Tendenza
Miglior Nemica, Nodo Inquieto Ancor Temuto
Assopir non vuole l’animo per la volta Ennesima
Correndo Tra I Ricordi
Pensavo di scrivere qualcosa che non c’entrasse nulla con me. Ho pensato a un personaggio, ho provato a cambiargli sesso e a creargli un’identità differente. Niente da fare, ero sempre io. Tutto ciò che faceva, che diceva e pensava faceva parte di me. Vorrei tanto non far parte di nessun racconto, creare qualcosa che abbia senso e non parli di me. Eppure come la peggior nemica di me stessa, mi infilo in ogni parola. E’ il buio torbido che invade ogni cosa, quella macchia che non riesco a sfrattare dalla mia mente e persiste nel volerci vivere. Come un ricordo non affrontato, che però non esiste. Uno alla volta li ho osservati tutti, uno ad uno ci siamo guardati in faccia, loro ridevano mentre io li osservavo con uno sguardo stupido. Lo stesso sguardo stupido che mi rimanda ogni superficie riflettente, ogni volta che mi faccio pena, ogni volta che la voce mi ricorda che devo odiarmi. Continuo a combattere contro un dolore senza motivo che non accetto, lotto contro il desiderio di farmi del male quotidianamente, tranne nelle rare tregue che mi concede, quando si addormenta. Scrivere è diventato impossibile, come lo diventa col tempo ogni cosa. Non riesco a mantenere sani quegli attimi di vita, sono risucchiati da un’antica sofferenza.
Quando termina la frantumazione e inizia la rinascita? Cosa è necessario poiché avvenga?
Mi è spesso chiaro quanto l’unica soluzione possibile sia l’annullamento di tutto ciò che può riportare al ricordo di ciò che è stato. Ricominciare da zero, allontanarmi da questo luogo malato di dolore e afflizione. Ma c’è la paura, l’eterna compagna che divora le mie volontà, colei che mi incatena e mi sussurra che la vita a certuni non è concessa. A coloro che sono le spugne che si nutrono del dolore degli altri, che assorbono le brutture del mondo senza dimezzarle. Gli esseri inutili che camminano tra i vivi, e sorridono ogni volta che dimenticano di essere morti. Sorridono spesso, senza conoscere il significato di un solo sorriso sincero.
A volte l’esistenza ha un peso insopportabile, anche quando la si riconosce come la più bella delle opportunità concesse.