Oldshit On The Road

Viaggio in una coscienza lucida.

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Nell’ombra, la mia gente.

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Compagni sperduti,
in una landa casualmente destinata;
Affini devoti,
alla medesima insaziabile sete

Prigionieri del caso che ci volle attorniati
da bolle di sapone,
di scombinata danza

Alieni estranei
Sorpresi dal creato

Osserviamo i carri
da un margine spento,
dove il lume di una candela
ci guida

e ci fa martiri.
Gettiamo gli scudi!

Dietro la collina
La guerra non ha lasciato traccia
Ed oggi
v’è allestito un banchetto.

Alzeremo i calici
Gridando:
-Fuoco!

Anche se resteremo sempre
Una minoranza

Una categoria minore,
senza alcuna importanza.

Written by oldshit

Luglio 20, 2008 alle 2:06 pm

Pubblicato in On The Road, passione, scrittura

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Evoluzione Del Leggero

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A volte basta fermarsi un attimo per comprendere che esitono condotte del pensiero totalmente inutili, quando non dannose.

 

Respirare senza dare un senso forzato all’aria che inaliamo rende più piacevole ogni cosa.

Riuscirò a liberarmi da questo continuo tormento di pensieri che mi annebbia la testa.

 

Ogni piccolo passo verso la completa lucidità mentale mi fa sentire più vicina al traguardo: la libertà.

 

“CHI SE NE IMPORTA” non va detto, o pensato.

E’ un pensiero che, solo, deve trovare dimora tra le mura dell’intelligenza.

Written by oldshit

Giugno 30, 2008 alle 7:39 pm

Pubblicato in On The Road

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Masturbazione Mentale

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Vedo il tuo piacere senza farne parte,

da spettatrice osservo il tuo viso contratto in un orgasmo.

L’anima che più non sa dove appigliarsi,

un lungo eterno istante che svanendo lascia l’odore del vuoto.

Guarderò per interminabili ore il tuo corpo mentre gode,

senza possederne un briciolo.

Ti troverò tra tutta quella gente,

d’oro lucente sarà cosparsa la tua immagine.

Il tuo tocco sarà l’unico che riuscirò a sopportare,

la tua essenza l ‘unica che vorrò stringere nel cuore.

Fuggirò mille sguardi e mille tentazioni,

per recarmi da te pallida e pura,

candida veste che con un soffio spazzerai via.

Dimenticherò il sapore del mondo,

per gustare il tuo nettare.

Sarai il mio ospite migliore,

quando riuscirò a legarti.

Toccherai la mia anima,

quando ti accoglierò al mio interno.

Per quel momento,

al sicuro serberò il mio ultimo respiro.

Sarai la mia tempesta perfetta.

Ed allora sarò libera,

quando mi renderai la donna che più non sono.

Written by oldshit

Giugno 30, 2008 alle 6:50 pm

Pubblicato in passione

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Attitudini

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Tanta voglia di farmi del male. E un po’ di più il desiderio di andarmene. –dove te ne vai? Hai deciso?

No. Vorrei andarmene lontano il più possibile, in un luogo che nemmeno io so come si chiama, né cosa contiene. Sono stanca di fingere. Sono stanca di lottare nel mio silenzio, lotto solo per andare avanti, e credo sia arrivato il momento per esserne certa, non ha alcun senso. Mi sono illusa di avere un senso, uno scopo. E quando tutti mi dicevano che ero pazza e illusa, ridevo. Perché ne ero certa. Ora soffro perché so di essermi sbagliata. E’ solo una sensazione. Da ore, da giorni sono tra il pianto e la disperazione, eppure rimango ferma, come ora. Rifletto. Abbattendomi senza che nessuna lo veda, recitando la mia parte di forte. Perché ho sempre dovuto essere dura, per permettermi di continuare. Apparire solare e pura, agli occhi miei, non di altri. Tutti gli sguardi esterni sono sempre venuti solo di conseguenza, la finzione è con me stessa. La mia sofferenza non ha nome, né motivo. Forse qualcuno può saperlo, io ho provato ad auto-psicanalizzarmi più volte, infinite come i miei tentativi di suicidio e auto-lesionismo. L’unico risultato è stato crearmi o trovarmi scuse sempre nuove, per potermi spiegare questa cosa, questo buco nero in fondo al cuore che non mi fa respirare. Per andare avanti, come un motore mai stanco. Sono immobile sotto una bellissima luna piena, la mia pelle ha freddo, ma dentro ne ho ancora di più. Il profumo del vuoto che profumo non ha, il solito profumo. Domani è un altro giorno, invece no. Il tono delle mie parole nella mia testa è fermo e senza emozione, come un narratore che racconta storie non sue.

Non so perché e come io sia capitata in questo luogo, in questo mondo. So che da sempre combatto il mio desiderio di fuggirne. Come un essere espatriato che non trova più la strada di casa, un animale smarrito. Sarà la solitudine, eppure ne ho bisogno, non trovo affinità complete nel mondo che ho attorno. Eppure lo amo, continuamente osservo la natura nelle sue piccole e cose e ne colgo il senso. Come fossi io errata per rimanerci, e non lui per accogliermi.

So di aver fallito. Ho fallito in tutto, tutto ciò che tento finisce in nulla. Tutto ciò in cui credo diventa irraggiungibile e vano. O il mio interesse si perde al suo interno. Da anni aspetto il ritorno dell’ispirazione per la scrittura, non è arrivato e so che non arriverà mai. Era uno dei motivi principali che mi spingeva a voler restare. Illusa, a credere che il mio senso fosse quello, scrivere. E’ come se non avessi più avuto pensieri, da quando l’ispirazione se n’è andata. C’era stato quel segno, la scomparsa di Rose, il mio romanzo. Perduto, per sempre. Ricordo quando credevo in quelle poche pagine in quella trama che non volevo svelare a nessuno. Forse era davvero una parte di me fatta romanzo. Una parte di me che se n’è andata, perduta nel tempo e nel vuoto delle cose. Il mio scopo di questa notte è scrivere finchè non sarò stanca, o finchè non avrò espresso ogni cosa fino all’ultima parola. Per liberarmi, per potermene privare e non avere più nulla da dire. Forse solo per sentirmi libera di avere parlato, se un giorno qualcuno volesse sapere qualcosa. Credo di stare cercando la forza per andarmene. Sto pensando al suicidio. Non mi è una cosa nuova, e la mia sofferenza è l’opposto di ciò che può essere disperazione. Beati i sognatori, perché hanno un motivo, e un senso. Solo loro è questo mondo, questa terra di nessuno.

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Written by oldshit

Giugno 30, 2008 alle 6:22 pm

Pubblicato in flash, memorie

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Per (qualche) verso.

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Questa condanna che sa di eternità,

sono il fiore che emana il suo profumo per attirare l’ape che divorerà.

 

E la bramosia di uno sguardo che possa attraversarmi,

un abbraccio che distaccato da qualunque corpo

possa essere solo calore,

stringe nel mio petto una morsa che mozza il fiato.

 

Ogni cosa si posi sul mio corpo

verrà dilaniata e distrutta dalla mia mente,

annullata e privata di ogni qualità umana.

Dimenticherò.

E’ la pelle che non dimentica mai.

 

Non sarà che una bestia nel sentiero sbagliato,

il ricordo annerito di un tremendo errore.

 

E’ allora che domando la grazia,

la possibilità di essere preservata

da qualunque impuro atto

che la mia mente dovrà lottare e vincere.

 

Domando la carestia,

l’aridità delle sabbie desertiche,

uno scrigno rotondo dal colore del vetro

da mantenere al sicuro

da mantenere luminoso.

 

Vorrei divenire anima informe.

 

Maledetto involucro che non sa imparare la saggezza,

e nella sua ingenuità lasciva

mi trascina

e mi relega

 

nel mondo dei folli.

 

Written by oldshit

Giugno 9, 2008 alle 1:24 pm