Oldshit On The Road

Viaggio in una coscienza lucida.

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Oblò di via perduta.

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Escluso ebbi

l’ eventual martirio
’sì il postumo delirio,
reverbrai d’ un sol getto
d’ osservazion punto diletto,
non avendo d’opposto sentore
ne’ occhi fissai il torturatore.

Contemplai di carnefice e vittima compresenza
il dì che giunser giudizio e coscienza.

Il dì, quel triste, ch’ io crebbi.

Written by oldshit

Settembre 21, 2008 alle 9:58 pm

In carenza di neve.

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Attendevo fuggendo il sorger del sole,
che il buio rincuorava
e la luce rendeva scialba.

Nessun miraggio ora duole,
il profumo liscio e caldo dell’ assenza.

L’impazienza m’ è scivolata sottopelle,
striscia, ruzzola, e gioca col tempo.

Puoi riposare, tu,

mentre
attendo una nuova alba.

Written by oldshit

Settembre 21, 2008 alle 9:54 pm

La ragione del Sè

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L’accettazione non è rassegnazione, è l’elevazione della ragione e della coscienza oltre la barriera dell’opinione. L’opinione fa dell’uomo un critico di sé stesso, che nel giudizio di sé non tende tanto alla miglioria delle capacità che gli sono proprie, quanto al raggiungimento della perfezione di sé inviatagli dal pensiero globale del sé.

Il pensiero può comprendere totalmente la realtà di ciò che è?
Quali prove tangibili si posseggono a sostegno di tale tesi?

Ogni nuova scoperta, ogni idea generata e nata in una precedente condizione di assenza, è la prova del contrario. La realtà che può essere pensata è una minima parte di un illimitato numero e un’illimitata vastità di reale che è senza che lo si sappia (la realtà non è quantificabile e qualificabile).
Ogni perfezione sarà dunque imperfetta, ogni auto-struttura controllata e creata, illusoria.
Ciò che si è non è pertanto conoscibile, tanto meno comunicabile, com’è logico che sia, si sa soltanto di essere (e solo in un evoluto percorso della ragione che in assenza di coscienza saprà solamente di esistere).
Ciò che si ritiene conveniente o auspicabile per sé, lo è unicamente dal punto di vista dell’osservatore, nel dato momento, mentre dallo stesso osservatore in un punto-spazio opposto, verrebbe visto sotto luce opposta. Ogni stima è pertanto illusoria e dovuta al caso.
La convenzione nasce appunto allo scopo di uniformare l’opinione, o meglio decretare l’opinabile, permettendo di giungere ad un’uguaglianza stabile di ‘base per la stima’ (punto di riferimento per la stima del valori).
Ma se l’assenza di convenzioni è caos e mancanza d’equilibrio, quindi di ragione, lo scopo pare risiedere nell’evoluta strutturazione delle proprie, (che coincide con la reale percezione dei propri desideri incorrotti, non traviati) atta a conseguire la ricerca dell’idoneità dei molteplici fattori esterni rispetto all’unità di base, e non viceversa.

Written by oldshit

Settembre 21, 2008 alle 9:52 pm