Oldshit On The Road

Viaggio in una coscienza lucida.

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Il Viver Difficoltoso

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Nell’accettazione della vita come condizione fuori dal controllo umano, viene a mancare la paura e di conseguenza la visione pessimistica della difficoltà del vivere.

In base a ciò si può affermare che:

1. Il limite alla libertà dell’uomo è la sicurezza.
2. Il tentativo di appropriamento della stessa, e quindi il successivo controllo da parte dell’uomo sul corso naturale degli eventi, lo conduce al timore e all’assenza di sicurezze interne su cui basare il proprio Io.
3. Tale ricerca risulta vana e umanamente provante, poiché un totale controllo non è possibile.
4. L’esistenza stessa si fonda, agli occhi dell’essere umano, su base insicura. L’esistenza della morte, e il non poter essere a conoscenza della data di dipartita è nella visione macroscopica, ciò che avviene, fuggendo dalla visione globale della realtà, nel microcosmo.
5. La ricerca umana di stabilità (appunto inesistente) porta ad una dispersione di energia, che può solamente alimentare una consolatoria illusione di controllo e di ‘definizione’ del proprio vivere, seppur provocando spossatezza (carenza d’energia).
6. La consapevolezza dell’irrimediabilità del sistema temporale (o meglio del disfacimento dell’organismo), conduce l’uomo ad un livello stabile di autoaccettazione di sé e della propria esistenza, quindi della propria natura.
7. Quando egli, consapevole di sé e della propria naturale evoluzione/decorso, riesce ad accettarlo, non soffrirà del tormento delle proprie ragioni etiche, come potrà non soffrire le perdite, poiché proprie dell’insicurezza dell’esistenza.
8. Ogni tormento e sofferenza potrebbe quindi non essere proprio del destino umano, ma scaturire automaticamente dall’incapacità d’accettazione del sistematico svolgersi della vita, e dall’errore di stima di ciò che può e non può essere cambiato (si veda ‘la ragione del sé’ per ciò che concerne le possibilità di modifica di sé).

Written by oldshit

Settembre 21, 2008 alle 9:51 pm

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Nell’ombra, la mia gente.

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Compagni sperduti,
in una landa casualmente destinata;
Affini devoti,
alla medesima insaziabile sete

Prigionieri del caso che ci volle attorniati
da bolle di sapone,
di scombinata danza

Alieni estranei
Sorpresi dal creato

Osserviamo i carri
da un margine spento,
dove il lume di una candela
ci guida

e ci fa martiri.
Gettiamo gli scudi!

Dietro la collina
La guerra non ha lasciato traccia
Ed oggi
v’è allestito un banchetto.

Alzeremo i calici
Gridando:
-Fuoco!

Anche se resteremo sempre
Una minoranza

Una categoria minore,
senza alcuna importanza.

Written by oldshit

Luglio 20, 2008 alle 2:06 pm

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Valutazione Del Senno Di Poi

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 Ho domandato per diverso tempo cosa avesse la storia di interessante, senza riuscire ad avere per risposta un degno argomento. Ora mi è chiaro che la storia è uno dei segreti più misteriosi della nostra realtà, che indaga la nostra natura, come la teoria evoluzionistica ma senza che ancora ne siano state gettate le basi. Ciò avverrà in futuro, quando ci si potrà sentire giudici di se stessi, quando lo sviluppo porterà a un livello cognitivo differente da quello odierno.

La storia è un viaggio nell’intelligenza e nella stupidità umana.

Che la storia passata possa insegnare all’uomo di oggi mi è dubbio. L’uomo è per natura un animale controverso e contradditorio, dotato di profonde facoltà mentali, ma con grosse lacune in diversi campi esistenziali. La civiltà è il mezzo tramite il quale si palesa la sua stupidità, ove essa viene resa pubblica all’occhio delle giurie del senno di poi. La stupidità dell’uomo è però un concetto vano, relativo allo scopo che ci si vuole prefiggere per l’umanità stessa. Se infatti si presuppone che lo scopo sia il contesto sociale in qualità di unitarietà, si può definire l’uomo stupido. Se però lo scopo che si proietta nell’immaginario è lo sviluppo dell’individuo come singola unità, lo studio delle scienze e delle culture, la creazione di cultura stessa, il processo di consapevolizzazione e la resa ultima di individuo conscio al massimo grado, non si può far altro che definire l’essere umano sulla strada più corretta. Già che l’uomo di oggi possa ritenere stupido l’uomo di ieri ne è prova principale.

Written by oldshit

Giugno 30, 2008 alle 7:16 pm

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Maschere di plastica.

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Da cosa mi nascondevo? Mi rendevo conto delle maschere che indossavo, senza riuscire a levarle mai del tutto, se non in rare occasioni date dal caso. Era forse dal giudizio delle persone che mi difendevo, dai pareri di chi sembrava convinto di sapere ogni cosa di qualunque cosa, da chi non si limitava ad osservare le cose? Queste persone erano sempre state la maggioranza di quelle che incrociavano il mio percorso, erano coloro che mi lasciavano delusa, ad osservare un cielo da sola perché consapevole di essere l’unica persona a potermi ascoltare senza voler capire. E’ la comprensione a creare la maggioranza dei problemi nei rapporti interpersonali, è ciò che uccide la comunicazione o la blocca ancor prima che possa nascere. Il desiderio di comprendere gli altri, l’errata credenza di poterne essere all’altezza. Eppure non si è mai abbastanza disumani per poterlo fare, si è sempre troppo soggettivi per potersi distaccare totalmente dal proprio punto di vista ed andare oltre. Accettare che esistano altre percezioni del concreto, modalità totalmente differenti di percepire, punti di vista così differenti da cambiare il mondo; significa accettare che la realtà non esiste, e solo in base a questo si può successivamente comprendere che la comunicazione è fine a se stessa e nessun cammino si può amalgamare ad un altro in modo inscindibile o non illusorio. Significa accettare la solitudine, l’enormità del concetto di solitudine che caratterizza l’essere umano. E forse, forse questo non è umanamente comprensibile.

Written by oldshit

Giugno 9, 2008 alle 8:29 pm

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